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La bellezza canta

(Isola di Giovedì 19 dicembre 2019. Con questo articolo, salvo imprevisti, si conclude la mia collaborazione con il giornale l’Adige dopo oltre ventidue anni di lavoro a vario titolo per il quotidiano di via Missioni Africane, a cui auguro un presente e un futuro felici)

Bella l’idea di portare la bellezza nei luoghi meno affascinanti della città, nelle periferie dove di solito la bellezza non è contemplata, non prevista nel catalogo del luogo.

 Followers of Christ Gospel Singers della South Carolina

Nel caso di Canova di Gardolo, il catalogo prevede: centri commerciali, ipermercati, supermercati, strade, strisce pedonali, svincoli, strade, strisce, svincoli, strade. Case, condomini, cortili, asfalto, cemento. Un po’ di verde sparuto e forse anche spaurito.

E una chiesa, quella di Canova dedicata a San Pio Decimo (papa veneto, 1835-1914, che fu il 257° pontefice, vescovo di Roma), progetto dell’architetto Gino Pisoni, anno di costruzione 1984, che non può competere con le chiese storiche del centro, ma – ancora risonante delle affollatissime prediche di don Marcello Farina – ha una sua piccola, periferica, contemporanea, nobile modestia. Anche grazie a due sculture del prete artista e filosofo Marco Morelli.

Bella l’idea di un assessore comunale di Trento, di accostare il Natale in cinque tappe musicali d’Avvento in cinque diverse chiese, includendo la periferia. Includendo San Pio X di Canova (nome che peraltro richiama un nobilissimo scultore). Bella l’idea di far precedere la musica da un’illustrazione storico-artistica della relativa chiesa, a cura dei volontari del Fai.

San Pio decimo di Canova non ha la nobiltà austera della badia di San Lorenzo (quasi “islamica”, absit iniuria verbo, negli affreschi interni senza figure, molto astratti, molto puri, molto mistici, piccole stelle nelle volte che alludono al cielo); né la sobrietà monacale di Sant’Apollinare, piccola sentinella spirituale sul fiume limaccioso; né la grazia neogotica di San Pietro nel cuore del Giro al Sass; né la gesuitica, un po’ cupa, notturna, magniloquenza barocca di San Francesco Saverio.

Ma per il concerto dei Followers of Christ Gospel Singers della South Carolina, domenica scorsa, anche la modesta chiesa periferica canov-gardolòta di San Pio decimo (sanpiòx, pronunciato con la “ics” finale, chiamavamo noi l’omonima chiesa sorta nel nostro rione meridionale di San Giuseppe) aveva il suo perché, la sua ragione d’essere, la sua vocazione.

I cinque cantori neri, forse un po’ sbilanciati verso la disco music rispetto al nòcciolo profondo e salmodiante del gospel e dello spiritual, sono riusciti a contagiare di santa, santissima gioia ritmicamente espressa con il clapping delle mani e con l’ondeggiar del corpo, anche la platea trentina. Indigeni tridentini apparentemente compassati e signore ageé senza inutili imbarazzi e pruderie borghesi, hanno accordato le loro voci e mosso i loro glutei, a tempo, per la gloria del Signore, imitanto le pantere nere del Sud. Ed è più che giusto, perché – come ebbe a scrivere il caro vecchio scrittore cattolico scozzese Bruce Marshall, creatore di padre Malachia – anche le caviglie delle donne sono una lode al Signore, perché la bellezza del mondo è tutta, infallibilmente, benedetta dal Creatore. Per chi ci crede.

Amazing grace, grazia supefacente, meravigliosa, bellissima, quella che ha salvato un disastro come me. Oh happy day, giorno felice e bellissimo quello in cui il Signore ha lavato i miei peccati…

Chissà se tutte e tutti, a San Pio X di Canova, sapevano quel che cantavano, se la loro gioia ondeggiante sussultante tambureggiante era intrisa del dolore di cui tutti gli spiritual e i gospel sono costituiti, in un impasto indissolubile di fatica e di speranza, di gioia e sofferenza, di peccato e di grazia, di ombra e di luce.

Però in quei minuti, quando la chiesa di Canova sembrava vibrare come una santa sala da ballo, per i trentini e le trentine cantanti e danzanti era veramente uno happy day, un giorno felice. Profumato di quel che potrebbe essere il paradiso. O una qualche misteriosa forma di altra vita.