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7 insegnamenti del tempo sospeso

Il distanziamento sociale e il senso di precarietà e la sospensione del tempo a cui siamo obbligati in questa eccezionale emergenza della pandemia Covid-19 ci può insegnare molto.
1. La distanza dalle cose ci aiuta a capire quelle che contano. NON SONO MOLTE, SONO PREZIOSE.
2. La distanza dalle persone ci aiuta a capire quelle che valgono davvero, per la nostra vita. NON SONO MOLTE, SONO PREZIOSE.
3. La sospensione delle attività non necessarie ci aiuta a riflettere sulle professioni necessarie al nostro restare in vita: dal panettiere al medico di rianimazione. NON SONO MOLTE. SONO PREZIOSE.
4. L’attesa che viviamo, la possibilità che il nostro tempo residuo sia breve, ci aiuta a impegnarci per le cause che contano. La dignità, la giustizia, l’eguaglianza. NON SONO MOLTE, SONO PREZIOSE.
5. Il tempo sospeso che ci viene così drammaticamente regalato ci induce a capire meglio come funziona il mondo: il peso dell’economia, il ruolo della politica e dell’informazione, il valore dei bilanci pubblici e delle istituzioni. Le leggi fondamentali che regolano il mondo. E che andrebbero cambiate per fare migliore il mondo. Leggi che vanno studiate e comprese. NON SONO MOLTE. SONO PREZIOSE.
6. L’incertezza sul futuro ci aiuta a interrogarci su ciò che ci aspetta (personalmente, sono sempre più curioso di capire se, dall’altra parte, c’è qualcosa che assomiglia a una vita buona, piena, giusta e felice in cui molti, in questo mondo, hanno sperato e sperano). Tempo favorevole dunque, questo tempo eccezionale, a farci le domande fondamentali. NON SONO MOLTE, SONO PREZIOSE.
7. Il vivere questo tempo tutti insieme, come dramma collettivo e non solo individuale, ci aiuta a capire il valore della partecipazione e della solidarietà. Senza queste due fondamentali dimensioni, non si supera un’emergenza così. Senza il rispetto assoluto delle regole da parte di tutti, sarà un dramma molto peggiore. Ci sentiamo, improvvisamente, molto più Paese, molto più comunità, molto più mondo. Una canzone di Laura Nyro (1947-1997) mi soccorre, in questi tempi tristi. Erano i tempi della rivolta generazionale e del pacifismo, era il ’69: Laura cantava, gridava quasi, che bisognava salvare una nazione, e il mondo, dalla follia della guerra. Cantava della necessità di sconfiggere il diavolo dell’odio e di salvare la gente, i bambini, il Paese, e di salvarli ADESSO. Everybody: save the people, save the country, NOW. I libri, l’arte, la musica ci aiutano ad affrontare questo tempo nero come la peste nera e ciascuno di noi ha i suoi libri preferiti, i suoi pittori-rifugio, le sue canzoni del cuore, da tenerci strette, anche perché possano essere forza e consolazione, energia e vita. Non sono solo parole. NON SONO MOLTE, SONO PREZIOSE.