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Lampi di Marco

Se non è il poeta ad accendere una luce nel buio, chi mai potrà farlo? Se non è la parola liberata dalla sua funzionalità, e dalla sua banalizzazione, chi ci ridarà la voce?

In questi tempi oscuri e corruschi, il poeta e scultore (e sacerdote) Marco Morelli ci regala “Lampi agli orizzonti” (Publistampa, 174 pp., 15 euro), che fin dalla copertina contrappone la tristezza del periodo incovidato (un cielo notturno temporalesco, ma rischiarato appunto dai fulmini) a un’opera dello stesso autore, una terracotta intitolata “Tu ed io”, che ci propone l’alternativa al buio e al silenzio: una tavola, una scodella condivisa, due sguardi che si incontrano.

“Da vari fogli di appunti – spiega l’autore nella sua nota finale – ho raccolto e ricomposto una sequenza di espressioni confidenziali… testi persino intimi, detti a chi può e vuole prestare attenzione alla vitalità delle parole e delle immagini evocate. … dagli appunti ho selezionato elementi quasi solo positivi, ottimistici”.

E di questa selezione “in positivo”, fiduciosa e incoraggiante, Marco Morelli va ringraziato. Non solo perché i tempi sono tristi ma perché ha trovato le parole, le strade, i percorsi giusti per attraversare il buio. Radunate in sezioni, le poesie di Marco ci accompagnano dai “Boccioli” (le feste dei bambini) ai Natali e alle Pasque, e a compleanni e occasioni diverse, accomunate da un’intonazione di quasi ingenuo (e dunque commovente) slancio esistenziale, di testimonianza riconoscente della bellezza della vita.

Nei giorni del Natale più buio e solitario della nostra storia, questi versi di Morelli, che si alternano alle immagini delle sue opere di scultura, sono un conforto e una compagnia autentica.

Mi piace moltissimo, per esempio, questo benvenuto a un nuovo nato (“Tu, nuovo io”):

“Già errava la tua voce nel vento:

non bastava al mondo il tutto che aveva,

era scontento senza di te…

Pur con tutto il suo daffare

si è preso cura e tempo il vecchio mondo

per una confezione senza copie precedenti,

originale inimitabile insostituibile,

proprio l’unico io di te”.

Unici sono gli esseri umani, unici sono i momenti raccontati dalla voce poetica di Morelli, che scommette sempre sul potere generativo della parola, dell’incontro, del rispecchiarsi della vita umana nella vita del cosmo, nel ricominciare della natura. Sono “vegetazioni di parole”, per dire il titolo di una delle sue poesie, che ci ridanno ossigeno e linfa vitale, perché “finché sei vivo – ci avverte l’autore – in ogni istante contento/ di essere vivo,/ è ancora il mondo tutto tuo:/ della pioggia, del sole e del vento”.

E il tuo mondo dentro, e il resto del mondo fuori, ti danno la forza di attraversare la gran confusione e la frequente delusione della convivenza con i nostri simili, che Marco Morelli chiama “consorzio umano caotico e impareggiabile”. Proprio così, caotico e impareggiabile.

Con il pudore di una persona che non ha mai cercato la gloria o la fama, preferendo la calda corrente delle amicizie vere, ma sempre sfidando il giudizio dei lettori con libri veri e intensi, anche con questi “Lampi” Marco Morelli ci offre uno sguardo che è capace di stupirsi, e dunque di rinascere, ogni giorno nuovo che si affaccia agli orizzonti

…“perché

è possibile affidarsi

a un amore che avvolge

e sostiene

i giorni di tutti”.